Web come arma contro la crisi

Gestire la comunicazione nel terzo millennio può essere un’operazione molto complessa. Dinamiche profonde ne determinano l’efficienza, come la globalizzazione, la digitalizzazione, il world wide web. Comprendere chi e cosa influenza i processi comunicativi oggi è fondamentale per raggiungere correttamente i propri clienti, per comprendere i loro desideri e soddisfarli. 

Perché oggi si investe meno in comunicazione?
Una battuta che spesso si trova nei manuali recita che, negli anni ‘80, i pubblicitari erano visti come i “tossici del quartiere”: arrivavano in consiglio d’amministrazione a chiedere sempre più soldi, senza mai addurre motivazioni plausibili. Di fatto, durante il boom economico, gli investimenti in marketing raggiunsero picchi oggi improponibili per la maggior parte delle aziende. Tuttavia, la prospettiva dominante, soprattutto in Italia e nelle piccole e medie imprese, ha visto gli strumenti comunicativi come meri accessori dell’attività produttiva. Dunque, invertitosi il trend economico, ecco crollare gli investimenti nel settore.
Di fronte la crisi economica, molte realtà aziendali hanno risposto riducendo gli investimenti in comunicazione e marketing. Ma cercare di risollevare il bilancio eliminando ciò che promuove il brand, per dirla alla Henry Ford, è come togliersi l’orologio nella speranza di fermare il tempo. Inutile. Ma, soprattutto, controproducente, dato che raggiungere un corretto posizionamento all’interno del mercato è un’operazione lunga e delicata.

Probabilmente, sciogliere il nodo del ROI, il tanto celebre e temuto Return of investiment, rappresenta la chiave di volta per il rilancio dell’adv in tempo di crisi. Calcolare l’efficacia economica di un investimento pubblicitario è da sempre una chimera: da un lato, non può che essere un valore puramente indicativo; dall’altro, esistono fattori intangibili non facilmente quantificabili. Tuttavia, la new economy presenta degli strumenti adeguati a raccogliere dati pertinenti e utili alle aziende. Basti pensare al web marketing e agli insight di social network e motori di ricerca, un’immensità di dati quantitativi (who, what, when) e qualitativi (how) a nostra completa disposizione.

Il web, dunque, come salvagente dell’advertising contemporaneo: non solo per la riduzione dei costi, ma anche per la possibilità di comprendere il funzionamento e l’efficacia delle proprie operazioni.  In conclusione, di pari passo allo sviluppo tecnologico, le imprese hanno rivalutato l’importanza di internet nelle proprie strategie. Oggi si comprende come attraverso un veicolo democratico e multidirezionale sia possibile un’interazione profonda con il target, inimmaginabile fino a qualche decennio fa. Per questo motivo, stabilire la propria presenza sul web (proattiva e non passiva, si badi bene) diventa un passo fondamentale per l’azienda che desidera emergere dalla crisi economica.

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